LA CHIESA



“IN HONOREM S. AMBROSII EPISCOPI”


La testimonianza più antica dell’insediamento religioso a Legnano si trova nella chiesa di S. Ambrogio. Durante gli scavi per il restauro, iniziati nel 1984 e ultimati nel 1991, è venuta alla luce una struttura absidale semicircolare del V secolo. L’esistenza della chiesa di S. Ambrogio è documentata dal XIII secolo:
la sua prima citazione è in un elenco del 1389 stilato da Goffredo da Bussero e pare suddetto tempio sorse su di uno precedente dicato a S. Nazaro. Le cronache testimoniano quivi trovarono fugace tumulazione le spoglia mortali di Leone da Perego, Arcivescovo di Milano caduto in disgrazia politica a seguito della sua opposizione alla famiglia Torriani e avente in Legnano sua residenza estiva ove fu colto da improvvisa febbre. L’edificio ha subito nel corso dei secoli complessi e radicali rimaneggiamenti. Fu ristrutturato, quasi dalle fondamenta, dopo la visita pastorale di S. Carlo Borromeo nel 1587. Rinvenuta la salma di Leone sotto il volto di un muro entro un tronco, così riesumata venne trasferita per espressa volontà dello stesso porporato presso ignota ubicazione. Il tempio venne adibito a scuola retta dalla Confraternita dei Disciplini. La facciata venne dotata nel XVII secolo di un portico a colonnato che potesse sostenere all’interno la grande cantoria che si affaccia come balconata sopra la porta d’ingresso sulla navata della chiesa. Sopra la porta esterna laterale a sinistra è presente un busto in arenaria figurante S. Ambrogio, probabilmente del Settecento.
La chiesa si presenta a un’unica navata con volta a botte. Alla base della volta sono inserite aperture di finestre formanti delle lunette. Dall’incontro delle vele e delle lunette con la volta a botte si sviluppa una serie di crociere.  Nel 1618, terminati tutti i lavori edili, fu dato ordine di affrescare la chiesa commissionando l’incarico ai fratelli Francesco e Giovanni Battista Lampugnani, eredi di una prestigiosa e affermata famiglia di pittori e cultori dell’estetica artistica lombarda. I due fratelli legnanesi si dedicarono dapprima alla volta e alle lunette, dipingendovi una serie di putti festanti ancora visibili tra la decorazione neobarocca di un intervento pittorico del 1930. Nelle lunette i medesimi dipinsero otto profeti di aspetto molto severo che richiamano le opere pittoriche legnanesi di Bernardino Lanino in S. Magno, opere moderne rispetto i tempi per soggetti, coloristica e composizione la quale risente di una notevole carica di quiete provinciale lombardamancano cioè di esprimere il tipico tormento barocco. E’ così quindi possibile leggere nei muri e nelle forme della chiesa di S. Ambrogio il gusto sobrio di una cittadina tranquilla, la raffinatezza die particolari decorativi, la compostezza dei personaggi tutti con espressioni dolci e contemplative. I due più begli esempi di questa pittura colta e serena sono il grande affresco sull’ala sinistra e la pala d’Altare ad olio. Nel primo i fratelli lampugnani mostrano S. Ambrogio attorniato dai notabili di Milano che lo invitano a tornare e accettare l’arcivescovato. Suggestiva è la composizione scenica al cui centro spicca la figura del Santo su di un destriero bianco che esprime il suo carattere dinamico e indomito. Sullo sfondo si intravede uno scorcio di Milano in cui campeggia il Duomo non ancora rifinito nelle facciate.
La seconda raffigura la Madonna con l’Infante Divino attorniata da S. Ambrogio, S. Carlo e S. Francesco. Le figure molto dolci e sognanti nelle espressioni sono inserite in una scenografia con colonnati e cornicioni a volte che richiamano i canoni bramanteschi delle prospettive di sfondo, interpretato però dalla caratteristica ricerca pittorica dei Lampugnani molto affine la compostezza leonardesca. La pala è circondata da una cornice ad affresco opera di Ambrogio Bellotti di Busto Arsizio (XVIII secolo). Nelle due lesene di prospetto, piloni dell’arco a metà navata, sono presenti due affreschi del Longoni riproducenti due statue ritte, posite su piccoli basamenti, figuranti S. Ilario e S. Blasio.
La parete di fondo dell’abside è decorata con una pregevole prospettiva settecentesca che aumenta la profondità dello scenario. Sul lato destro dell’Altare un quadro rappresenta S. Maria Maddalena fra Angeli. L’Altare, settecentesco, in marmi policromi, del 1740, è impreziosita da un paliotto, pure del medesimo secolo con al centro S. Ambrogio con staffile. Sono presenti anche molte tele di autori ignoti. A partire dall’ingresso sul lato sinistro un quadro figurante S. Onorato vescovo di Vercelli che amministra l’Eucaristia a S. Ambrogio. Sul lato destro troviamo i seguenti: S. Ambrogio in gloria, la vendita di Giuseppe da parte dei fratelli, S. Francesco che riceve le stimmate e ancora S. Ambrogio a cavallo in abiti pontificali e staffile.
A metà della navata sempre sul lato destro si nota un crocefisso ligneo probabilmente di fine Settecento proveniente da una cappella di un antico cimitero legnanese ora non più esistente. Sul pavimento all’ingresso, sotto una grande vetrata si notano i resti dell’abside del primigenio edificio paleocristiano.
A fianco è stata esposta alla venerazione dei fedeli una notevole croce processionale. Il grande valore in lunghezza della chiesa fu proporzionato nell’Ottocento con l’ampliamento di una tribuna a lato del presbiterio per consentire i raduni dei membri delle consorterie. In questa ala sono presenti il quadro di una Madonna in trono con Bambino (proveniente dal vecchio borgo), un harmonium in disuso e diversi cilostri. L’organo, situato su una balconata della controfacciata della chiesa è mirabile opera di Antonio De Simoni-Carrera (ultimo discendente della celebre dinastia organaria legnanese). L’anno di costruzione risale al 1886 e lo strumento conserva intatta la sua originaria fisionomia ed eccellente fonica.